Il Melo ha riaperto


(17 maggio 2020)
Da lunedì 4 maggio sono riprese le attività dell’Associazione Il Melo in corso Francia 147 a Torino.

L’apertura avverrà nello scrupoloso rispetto delle dotazioni di sicurezza prevista per gli ambienti di lavoro stabilite dai Decreti del Governo.

La nostra presenza in studio sarà ridimensionata e scandida da un programma settimanale condiviso dagli operatori dell’associazione.  Consigliamo pertanto di contattare il singolo professionista di riferimento per concordare gli appuntamenti.

Chiediamo a tutti, operatori e utenti, di attenersi alle disposizioni di seguito riportate

Covid-19, fase 2. Save the Children: “Non dimenticare i bambini”

(20.04.2020)

Coronavirus: Save the Children, non dimenticare i bambini nella programmazione della “fase due” dopo il lockdown. Necessario un piano coordinato di interventi per garantire, in sicurezza, a tutti i bambini e gli adolescenti il diritto allo studio, al gioco e al movimento.
Sedentarietà, cattiva alimentazione, uso smodato del telefonino, isolamento, perdita di motivazione nello studio e stravolgimento del ritmo sonno-veglia tra le conseguenze del lockdown sulla vita di tanti minori nel nostro Paese

“Il lockdown che da molte settimane i bambini e gli adolescenti in Italia stanno vivendo chiusi tra le mura delle loro case, in molti casi sovraffollate e prive di spazi adeguati, rischia di creare gravi ripercussioni sulla loro crescita. Attraverso il nostro lavoro nei territori più svantaggiati, osserviamo come sia sempre più difficile per i bambini e per le loro famiglie scandire la quotidianità in questa fase delicata, dall’alimentazione scorretta all’uso smodato dei videogiochi, dall’isolamento allo stravolgimento del ritmo sonno-veglia sino alla perdita di concentrazione e motivazione per lo studio”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

“Questi problemi sono ancora più accentuati per quei bambini che vivono in ambienti piccoli e sovraffollati, in famiglie oggi angosciate dal futuro a causa della perdita del lavoro, senza le connessioni e i device necessari per seguire la didattica a distanza o in famiglie che vivono situazioni di crisi e di conflitto”, ha proseguito Raffaela Milano.

Mentre il Paese si interroga sulle modalità della ripartenza economica e produttiva, è urgente mettere al centro gli spazi e le opportunità da assicurare ai bambini e agli adolescenti, sia per quanto riguarda la didattica che le attività extrascolastiche, perché la salute dei minori, sia dal punto di vista fisico che psicologico, sia pienamente protetta e perché venga loro garantito, nel pieno rispetto della loro sicurezza, il diritto al gioco e alla socialità.

“Concordiamo con quanto espresso oggi dalla Ministra Bonetti a proposito della necessità di lavorare alla ripartenza dei ragazzi e degli adolescenti. Riteniamo sia necessario un piano organico che comprenda sia la scuola che le attività territoriali e che coinvolga, in rete, tutti gli attori, a partire dalle scuole, le famiglie, le istituzioni locali, l’associazionismo e il volontariato. Dobbiamo riuscire a garantire ad ogni bambino e bambina, a partire da quelli che vivono nei territori più svantaggiati, un ambiente educativo e di gioco protetto e ricco di opportunità, puntando anche sul volontariato e sull’impegno civico per la realizzazione di attività di gioco, sport e movimento”, ha proseguito Raffaela Milano.

In questo quadro, secondo Save the Children, potrebbe essere lanciato anche un bando straordinario di servizio civile, per impegnare i ragazzi e le ragazze in attività educative, ricreative e motorie, anche estive, con il duplice obiettivo di ridurre da un lato la perdita di apprendimento accumulata durante i mesi dell’emergenza e, dall’altro, di promuovere l’attivazione di tanti giovani usciti dal sistema dell’istruzione e ancora fuori dal mondo del lavoro.

La nuova autorità. Seminario con Haim Omer

(24.10.2019)
LA NUOVA AUTORITÀ, Una metodologia di lavoro per gestire i comportamenti violenti in famiglia e nelle comunità. E’ l’argomento del Seminario organizzato dalla Cooperativa Paradigma, l’Associazione Il Melo, la Fondazione Paideia con il contributo della Compagnia di San Paolo, lunedì 25 novembre dalle 9 alle 13 a Torino nella Sala ATC di corso Dante 14.

La partecipazione è gratuita.
Si prega di confermare la propria presenza entro il 20 novembre 2019, compilando il form di iscrizione al link:http://tiny.cc/nuova-autorita
Per informazioni: Segreteria Cooperativa Paradigma
tel. 011 5631562 (lunedì/mercoledì/giovedì 9-13) / info@cooperativaparadigma.it

Nella nostra attuale società – scrive Omer – l’indebolimento dell’autorità tradizionale e l’inefficacia dei tentativi di ripristinarla hanno creato fra genitori, insegnanti e amministratori un crescente senso di impotenza di fronte al dilagare di comportamenti a rischio, violenza e bullismo tra i bambini e gli adolescenti”.

Nel seminario che proponiamo Haim Omer presenterà un nuovo modello di autorità rivolto a genitori e professionisti sociosanitari (medici, psicologi, educatori, assistenti sociali) che operano nella comunità, adatto alle caratteristiche delle società libere e pluralistiche del giorno d’oggi.
Questa nuova autorità differisce dalla vecchia perché si fonda:
• sull’autocontrollo e sulla perseveranza rispetto al mero controllo del bambino;
• su una rete di sostegno piuttosto che su una rigida gerarchia;
• sulla pazienza invece che sulla minaccia;
• sulla resistenza non violenta piuttosto che sulla forza fisica;
• sulla trasparenza invece che sulla segretezza.

Oltre a illustrare i fondamenti teorici su cui si basa il suo modello Hain Omer darà le coordinate per un programma operativo concreto per combattere la violenza e i comportamenti a rischio in famiglia e nei contesti comunitari.
L’intento del seminario sarà dunque fornire istruzioni dettagliate per attuare interventi volti al miglioramento della sicurezza e della padronanza del mondo adulto nell’affrontare queste difficili situazioni.
Nella mattinata verrà inoltre dedicato uno spazio di riflessione rispetto all’applicazione del modello di Omer nella genitorialità adottiva.
L’elemento centrale dell’intervento proposto non saranno quindi i figli o i ragazzi problematici ma i genitori e gli educatori: in altre parole per cambiare i “piccoli” bisogna cambiare i “grandi”, o meglio il loro modo di relazionarsi con coloro che devono aiutare a crescere.

Adolescente adottato: chi ero, chi sono, chi sarò?

(07.04.2019)
Adolescente adottato: uno spazio per gli adolescenti adottati: è la proposta dell’Associazione Il Melo – Centro Studi per la cura del bambino e della famiglia, associazione culturale senza fini di lucro che dal 2010, in collaborazione con la Regione Piemonte e il finanziamento della Compagniadi Sanpaolo, promuove progetti ADO finalizzati alla prevenzione e al trattamento delle situazioni di crisi adottive.

All’interno del progetto ADO_7, avviato nell’ottobre 2018, verranni attivati due percorsi rivolti a ragazzi preadolescenti e adolescenti, figli adottivi, di età compresa tra gli 11 e i 14 anni e tra i 15 e i 18 anni.
L’obiettivo principale di tale proposta è offrire uno spazio, fisico e mentale, in cui i ragazzi si possano esprimere liberamente sulla propria esperienza di adozione. Un gruppo di coetanei per condividere  esperienze simili, domande, pensieri e fantasie.  Un spazio dove la riflessione, il dialogo e il confronto di gruppo possano offrire la possibilità di “ricostruire” e “rielaborare” la propria storia e la propria identità.

Il percorso per ciascun gruppo sarà costituito da 8 incontri che si svolgeranno presso il locali dell’Associazione Il Melo il sabato mattina dalle ore 10.00 alle ore 12.00 nelle seguenti date: 

Preadolescenti (11 e 14 anni): 21 settembre, 5 ottobre, 19 ottobre, 9 novembre, 23 novembre, 7 dicembre, 11 gennaio, 25 gennaio

Adolescenti (15 e 18 anni): 28 settembre, 12 ottobre, 26 ottobre, 16 novembre, 30 novembre, 14 dicembre, 18 gennaio, 1 febbraio

Prima dell’inizio dell’attività di ciascun gruppo, e al termine della stessa, sarà effettuato da uno degli psicologi che condurranno l’attività un colloquio con i genitori del minore.

Il costo complessivo del progetto, come per i progetti passati, sarà tripartito tra differenti soggetti: il 75% del progetto è finanziato dalla Compagnia di Sanpaolo, l’Associazione il Melo copre il 10% e il restante 15% viene richiesto alle famiglie sotto forma di contributo.

Nel dettaglio per ogni partecipante è richiesto un contributo pari a 80 euro da pagare prima dell’inizio dell’attività.

Qualora siate interessati alla nostra proposta vi invitiamo a compilare il modulo allegato e rispedirlo entro il 31 maggio 2018 alla mail associazioneilmelo@gmail.com

Sarete successivamente contattati da un componente dell’equipe Il Melo, per confermare o meno l’accettazione della vostra richiesta.

genitorialit@.3 – Seminario su adozione e procreazione medicalmente assistita

(25.03.2019)
L’adozione è sempre più vissuta come soluzione al problema della sterilità della coppia e non come in passato, quando la scelta poteva scaturire da motivazioni e ideali di solidarietà.

Oggi chi non riesce ad avere un figlio può avvalersi della Procreazione medicalmente assistita (Pma), secondo quanto previsto in Italia dalla legge 40 del 2004, ma anche “appoggiarsi” ad altri Stati europei che hanno leggi più permissive.

Tutto questo determinerà la fine delle adozioni o una liberalizzazione senza il presidio delle equipe di territorio e dei Tribunali per i minori?

E’ una delle questioni che verranno affrontate nel Seminario

genitorialit@.3… comunque tu sia arrivato…

Riflessioni su adozione e procreazione medicalmente assistita

In programma giovedì 13 giugno 2019 dalle 8.30 alle 13.00 nel Collegio Carlo Alberto (piazza Arbarello 8, Torino)

Il seminario, organizzato dall’Associazione il Melo con il contributo della Compagnia di San Paolo, vuole offrire un momento di confronto con specialisti che a vario titolo e in differenti ambiti, istituzionali e non, si occupano delle tematiche proposte.

Ci aiuteranno in queste nostre riflessioni: Dante CIBINEL (giudice – Tribunale per i Minorenni di Torino), Alessandro GABRIELE (medico chirurgo – Specialista in formazione in Medicina Legale Università degli Studi di Torino), Caterina MONTALI (psicologa psicoterapeuta dirigente NPI Nord Asl Città di Torino – Coordinatrice percorsi affidamenti e adozioni), Silvia MURDOCCA (dottore in Servizio Sociale – specializzata in bioetica clinica)

La sala che ospiterà i lavori prevede un numero limitato di posti, le adesioni verranno accettate fino ad esaurimento posti secondo l’ordine di iscrizione.

Per iscriversi compilare il form allegato alla mail o reperibile all’indirizzo

https://forms.gle/jKf3akGxdXRKCndD6

Uno spazio per gli adolescenti adottati

(01.06.2018)
L’Associazione Il Melo – Centro Studi per la cura del bambino e della famiglia – è un’associazione culturale senza fini di lucro che dal 2010, in collaborazione con la Regione Piemonte e il finanziamento della Compagnia
di Sanpaolo, porta avanti i progetti ADO finalizzati alla prevenzione e al trattamento delle situazioni di crisi adottive.

All’interno del progetto ADO_6, iniziato nel gennaio 2018, verrà attivato un percorso rivolto a ragazzi adolescenti, figli adottivi, di età compresa tra i 15 e i 18 anni.
L’obiettivo principale di tale proposta è offrire uno spazio, fisico e mentale, in cui i ragazzi si possano esprimere liberamente sulla propria esperienza di adozione. Un gruppo di coetanei per condividere  esperienze simili, domande, pensieri e fantasie.

Un spazio dove la riflessione, il dialogo e il confronto di gruppo possono offrire la possibilità di “ricostruire” e “rielaborare” la propria storia e la propria identità.

Il percorso di gruppo sarà costituito da 8 incontri che si svolgeranno presso il locali dell’Associazione Il Melo il giovedì dalle ore 17.00 alle ore 19.00 nelle date di seguito indicate:
20 settembre, 11 ottobre, 8 e 29 novembre, 13 dicembre, 10 e 31 gennaio, 21 febbraio.

Prima dell’inizio dell’attività di gruppo, e al termine della stessa, sarà effettuato da uno degli psicologi che condurranno l’attività un colloquio con i genitori del minore.

Il costo complessivo del progetto, come per i progetti passati, sarà tripartito tra differenti soggetti: il 75% del progetto è finanziato dalla Compagnia di Sanpaolo, l’Associazione il Melo copre il 10% e il restante 15% viene richiesto alle famiglie sotto forma di contributo.

Nel dettaglio per ogni partecipante è richiesto un contributo pari a 80 euro da pagare prima dell’inizio dell’attività.

Qualora siate interessati alla nostra proposta vi invitiamo a compilare il modulo allegato e rispedirlo entro il 30 giugno 2018 alla mail associazioneilmelo@gmail.com

Sarete successivamente contattati da un componente dell’equipe Il Melo, per confermare o meno l’accettazione della vostra richiesta.

Adozioni internazionali: -23 per cento


(19.03.2018)
Calano del 23% le adozioni internazionali. Sono 1.439  i bambini che nel 2017 hanno trovato una famiglia in Italia, contro i 1.872 dell’anno precedente. E’ quanto emerge dal documento reso noto dalla Commissione adozioni internazionali che nei giorni scorsi ha diffuso i dati degli ultimi due anni, oltre a quelli relativi a gennaio 2018.

Un documento, fa sapere la Cai, che “rappresenta il primo di una più ampia e cadenzata serie di appuntamenti informativi per riflettere e agire per la cura e il benessere dei bambini e delle coppie adottive nell’auspicio di una rinnovata attenzione, a tutti i livelli di responsabilità, ai loro bisogni ed esigenze”. Per questi motivi la Commissione ha ripristinato “la continuità nel monitoraggio dei dati relativi alle adozioni internazionali nel nostro Paese”.

Nel 2017 sono state 1.168 2017 (1.548 nel 2016) le coppie che hanno richiesto l’autorizzazione all’ingresso in Italia di minori stranieri e in media ognuna ha richiesto l’ingresso di 1,2 minorenni all’anno. Un dato che testimonia “l’apertura degli aspiranti genitori adottivi all’accoglienza di più bambini e bambine che spesso appartengono ad una stessa fratria”.

Le regioni. Le coppie più attive risultano quelle delle aree del centro e del nord del paese: ai primi posti Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Liguria mentre i valori più bassi si rilevano nelle regioni del sud e delle isole, in particolare Sicilia e Sardegna. Fa eccezione la Valle d’Aosta, regione nella quale  non si sono perfezionate adozioni nei due anni.

Da dove arrivano i bambini

I paesi di provenienza passano da 44 a 41. Escono di scena Bosnia e Erzegovina, El Salvador, Kazakistan, Mali, Repubblica Ceca ed entrano Honduras e Costa d’Avorio. Cambia l’ordine interno ai primi venti paesi per numero di minori adottati “ma non la sostanza”, spiega la Commissione, che indica in Federazione russa (la prima con il 16% di minori a cui è stata rilasciata l’autorizzazione sia nel 2016 che nel 2017), Colombia, India, Ungheria, Polonia, Vietnam, Brasile e Cina i principali Paesi di provenienza dei bambini, con la sola eccezione della Bielorussia che scivola dall’ottavo posto del 2016 al diciottesimo del 2017. Dai primi dieci paesi arriva  il 73% del totale degli ingressi avvenuti nel corso del 2017  (1.044 bambini dei 1.439 complessivi).

Età media dei bambini sempre più alta

Nel 2017 quasi un bambino su due aveva tra i 5 e i 9 anni al momento dell’ingresso in Italia. E’ questa la classe di età più rappresentata, mentre nel 2000 – anno di avvio del mandato della Commissione per le adozioni internazionali – la fascia di età prevalente era quella da 1 a 4 anni.

Nel 2016 (44%) e ancor più nel 2017 (47%) dunque il primato della classe di età 5-9 anni si consolida: poco meno della metà dei bambini appartiene a questa fascia. “Un dato – sottolinea il report – che è da mettere in relazione alle funzione sussidiaria dell’adozione internazionale  considerata sempre più un istituto cui ricorrere se non si ravvisino idonee condizioni di accoglienza all’interno del Paese stesso”. Stabile nel biennio la distribuzione nella altre fasce di età: il 39% ha tra 1-4 anni  e 13% nel 2016 e 12% nel 2017 ha più di 10 anni. Un travaso si ha invece tra la classe dei bambini piccolissimi, di età inferiore all’anno, con quelli di 5-9 anni: calano i primi dal 4% del 2016 all’1% del 2017, crescono i secondi dal 44% del 2016 al 47% del 2017.

Così a gennaio 2018

La Commissione ha poi diffuso i dati di gennaio 2018, mese che “storicamente rappresenta il picco verso il basso del numero di richieste di autorizzazione all’ingresso di minori stranieri a scopo adottivo pervenute alla Cai”. Sono 59 le coppie italiane che hanno concluso il percorso adottivo con l’ingresso in Italia di almeno un minore. La regione con il più alto numero di ingressi è la Lombardia mentre “è da notare che sono diverse le regioni che in questo mese non hanno concluso adozioni internazionali” (Calabria, Molise, Umbria, Friuli Venezia-Giulia e Valle d’Aosta).

Ciascuna delle restanti 14 conta, invece, un numero di coppie che non supera le 7 unità.  Sono stati 67 i minori autorizzati all’ingresso; perlopiù appartengono alla fascia di età compresa tra i 5 e i 9 anni (57% del totale), consolidando la prevalenza di questa classe di età negli anni e la crescita più in generale dell’età media degli adottati. Limitatissimi i casi di ingressi di bambini con età inferiore all’anno, così come con più di 10 anni. La Federazione Russa, come ormai rilevato da diversi anni, rimane il Paese di provenienza con il più alto valore di minori adottati .


(fonti :  http://www.commissioneadozioni.it –  http://www.redattoresociale.it/

Cyberbullismo, la legge c’è

(22.05.17)

E’ stata approvata il 16 maggio la proposta di legge per la tutela dei minori e la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo.

Il provvedimento, composto da sette articoli, pone al centro la tutela dei minori (sia autori, sia vittime di illeciti), privilegiando azioni di carattere formativo-educativo rispetto ad un’impostazione maggiormente repressiva e sanzionatoria.

Ecco le principali novità del provvedimento:

  • prevenire e contrastare il cyberbullismo, inteso come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on-line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.
  • ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità genitoriale può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato del minore vittima di cyberbullismo, previa conservazione dei dati originali da identificare espressamente tramite relativo URL (Uniform resource locator). Qualora entro le ventiquattro ore successive l’istanza non vi sia stata alcuna comunicazione da parte del responsabile ed entro le quarantotto ore non abbia provveduto o non sia possibile individuare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media, l’interessato può fare istanza al Garante per la protezione dei dati personali, il quale provvede entro quarantotto ore dal ricevimento della richiesta;
  • istituito un tavolo tecnico di lavoro presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi  o maggiori oneri per la finanza pubblica, il quale, entro sessanta giorni dal suo insediamento, ha il compito di redigere un piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, nonché quello di realizzare un sistema di raccolta dei dati per monitorare l’evoluzione dei fenomeni anche avvalendosi della collaborazione con la Polizia postale e le altre forze di polizia.
  • la Presidenza del Consiglio dei Ministri, promuove, altresì, periodiche campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione sui fenomeni del cyberbullismo avvalendosi a tal fine dei principali media.
  • in ogni istituto scolastico verrà individuato fra i propri docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del fenomeno.
  • la Polizia postale e delle comunicazioni deve relazionare annualmente il tavolo tecnico sugli esiti delle misure di contrasto al fenomeno. Inoltre, è disposto l’ulteriore stanziamento di 203 mila euro per gli anni 2017, 2018 e 2019 per lo svolgimento di attività di formazione in ambito scolastico e territoriale, finalizzate alla sicurezza dell’utilizzo della rete internet, nonché alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo;

viene mutuata dalla disciplina dello stalking la procedura dall’ammonimento, prevedendo che fino a quando non sia stata proposta querela o denuncia per i reati di diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati, commessi mediante l’utilizzo della rete internet da minorenni di età superiore ai quattordici anni in danno di altri minorenni, il questore convochi il minore, unitamente a un genitore o ad altro soggetto esercente la potestà genitoriale, ammonendo il medesimo. Gli effetti della predetta procedura cessano al compimento del diciottesimo anno di età

Femminicidio, una legge per tutelare gli orfani

(11.3.2017) Tutele estese, spese processuali a carico dello Stato, reversibilità della pensione ai figli, fondo di solidarietà. Sono alcuni degli elementi della legge sui figli rimasti orfani dopo un crimine domestico approvata dalla Camera con un voto unanime. I sì sono stati 376, nessun voto contrario. Ecco il provvedimento in sintesi.

Tutele estese a minori e non solo. Le nuove tutele si applicano ai figli minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti della vittima di un omicidio commesso dal coniuge (anche se separato o divorziato), dal partner di un’unione civile (anche se cessata) o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza.

Uxoricidio equiparato a parricidio. L’omicidio del coniuge, del partner civile e del convivente viene equiparato a quello dei genitori o dei figli e rientra pertanto nella fattispecie aggravata per la quale è prevista la pena dell’ergastolo. Reclusione invece da 24 a 30 anni se la vittima è divorziata o l’unione civile sia cessata.

Spese processo a carico dello Stato. Gli orfani di crimini domestici potranno accedere al gratuito patrocinio a prescindere dai limiti di reddito. Lo Stato si farà carico delle spese tanto nel processo penale quanto in quello civile, compresi i procedimenti di esecuzione forzata.

Risarcimento danno garantito da sequestro. A tutela del risarcimento del danno a favore dei figli della vittima, il pm che procede per omicidio ha l’obbligo di richiedere il sequestro conservativo dei beni dell’indagato. Agli orfani costituiti parte civile, in sede di condanna (anche non definitiva), spetta a titolo di provvisionale una somma pari al 50% del presumibile danno che sarà liquidato in sede civile. A tal fine è prevista la conversione del sequestro in pignoramento già con la condanna in primo grado.

Ai figli la pensione di reversibilità. Nei confronti del familiare per il quale è chiesto il rinvio a giudizio per omicidio viene sospeso il diritto alla pensione di reversibilità. Durante tale periodo (e fino a quando vi siano i requisiti di legge) la pensione, senza obbligo di restituzione, sarà percepita dai figli della vittima. In caso di proscioglimento o archiviazione, la sospensione viene meno e lo Stato, salvo vi sia stato subentro dei figli, dovrà corrispondere gli arretrati. La condanna e il patteggiamento comportano automaticamente l’indegnità a succedere (sarà direttamente il giudice penale a dichiararla, senza necessità di un’azione civile da parte degli eredi). Peraltro, fino ad archiviazione o proscioglimento, resta sospesa la chiamata all’eredità.

Fondo di solidarietà alle vittime. A decorrere dal 2017 il Fondo per le vittime di mafia, usura e reati intenzionali violenti viene esteso anche agli orfani di crimini domestici con una apposita dotazione aggiuntiva di 2 milioni di euro all’anno per borse di studio e reinserimento lavorativo. Ai figli delle vittime è assicurata assistenza medico-psicologica gratuita fino al pieno recupero psicologico ed è attribuita la quota di riserva prevista per l’assunzione di categorie protette. Se il cognome è quello del genitore condannato in via definitiva, il figlio può chiedere di cambiarlo.