Operatori nei casi di abuso sessuale all’infanzia: nuova Dichiarazione di Consenso del Cismai

(25.04.2016)
La Nuova Edizione (2015) della “Dichiarazione di consenso in tema di abuso sessuale all’infanzia”  è stata presentata lunedì 18 aprile a Torino, nel Centro Incontri della Regione Piemonte di corso Stati Uniti 23, nel corso di un seminario di studio organizzato dal Cismai (Coordinamento Italiano Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia) in  collaborazione con la Regione Piemonte.

Il documento, riproposto dal CISMAI  a quasi 15 anni dalla versione precedente, frutto di una ricerca approfondita e mirata nella letteratura scientifica nazionale e internazionale, è stato presentato dalla dottoressa Marinella Malacrea, neuropsichiatra infantile del Centro Tiama di Milano.

Nel corso dell’incontro, il dottor Dario Merlino, psicologo della Cooperativa Paradigma di Torino, ha presentato la ricerca promossa da CISMAI, Terre des Hommes e Agia (Autorità Garante Infanzia e Adolescenza, sul fenomeno del maltrattamento all’infanzia in Italia.

Per scaricare i documenti

https://drive.google.com/open?id=1cTW5NeRFw8JLkOGUW6Q-dxXx_M760lS6
https://drive.google.com/open?id=1WZpjGP8i-nAvSRVoNNbZnRV_lxJbBc2

Giustizia minorile a rischio? Se ne parla il 6 maggio a Torino

(25.04.2016)
“Giustizia minorile a rischio?” La proposta di riforma in discussione in Parlamento che mira ad accorpare alla Giustizia ordinaria le procure e i Tribunali minorili sarà al centro di un dibattito organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, venerdì 6 maggio alle 15 nella Sala Lauree Blu del Campus Luigi Einaudi in Lungo Dora Siena 100/A a Torino.

A introdurre i lavori sarà Camilla Losana, già presidente del Tribunale per i minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta. Parteciperà Anna Rossomando, della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Relazioni di: Stefano Covazzo, presidente del Tribunale per i minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta; Anna Maria Baldelli, procuratore capo della Repubblica pressi il Tribunale dei Minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta; Francesco Enrico Saluzzo, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Torino; Laura Dutto, avvocato, presidente della Camera minorile di Torino; Antonio Pappalardo, direttore del Centro per la Giustizia Minorile del Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Massa Carrara.

Interverranno: Monica Cerutti, assessore regionali alle politiche giovanili; Franca Seniga, assistente sociale responsabile area minori Cisap Collegno-Grugliasco e giudice onorario del Tribunale dei Minorenni; Joelle Long, docente di diritto di famiglia presso il dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Torino; Giancarlo Di Vella, docente di medicina legale dell’Università di Torino; Anna Marta Alcayde-Diaz, dirigente responsabile psicologia dell’età evolutiva Aslo To1; Orazio Pirro, direttore Neuropsichiatria Infantile Asl To1.  

Presiede il dibattito Laura Scomparin, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza.

Intervista della Voce del Tempo con Anna Maria Baldelli

Intervista della Voce del Tempo con Armando Spataro procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino

Disturbi dell’apprendimento nei bambini e nei ragazzi adottati

(13.04.2016)
I disturbi dell’apprendimento nei bambini e nei ragazzi adottati sono stati al centro dell’intervento della dott.ssa Daniela Cazzari, psicologa e psicoterapeuta dell’Associazione Il Melo,  sabato  2 aprile nella sala polivalente del Comune di Torino in via Leoncavallo 23

I bambini adottati hanno maggiori possibilità di sviluppare un Disturbo Specifico di Apprendimento. “Le ragioni . ha spiegato Daniela Cazzari – sono di ordine genetico, ambientale e, spesso, sonoriconducibili al suo adattamento nel “qui ed ora”. Le difficoltà di ordine psicologico che si accompagnano normalmente al Disturbo Specifico di Apprendimento sono amplificate, nel caso del bambino adottivo, dagli eventi traumatici che hanno caratterizzato la sua prima infanzia, primo fra tutti la ferita dell’abbandono”.

Un evento traumatico, l’abbandono, che va a peggiorare il quadro clinico del Disturbo Specifico di Apprendimento, emergendo anche in termini di “schemi maladattivi”  e comportamenti non adeguati che erano funzionali nel contesto preadottivo e che adesso non lo sono più. Tali comportamenti vengono talvolta messi in atto in maniera non consapevole in virtù di modalità operative interiorizzate e che riemergono attraverso la memoria implicita. “Per questo motivo – ha spiegato Daniela Cazzari –  è importante cogliere i segnali che riportano all’evento traumatico e sfruttare le occasioni che il bambino-ragazzo offre per poterlo elaborare, a seconda dello scenario che ci troviamo davanti. L’accessibilità all’evento traumatico non è infatti possibile in tutte le fasi di vita della vita del bambino perché in un primo momento egli è impegnato ad adattarsi al nuovo ambiente. In tal caso aiutarlo a superare le difficoltà scolastiche derivanti da un Disturbo dell’Apprendimento è importante per aiutarlo a percepire un senso di autoefficacia e migliorare la sua autostima; elemento che lo rafforzerà per affrontare più efficacemente la rielaborazione dei vissuti preadottivi quando sarà il momento”.