Adolescente adottato: chi ero, chi sono, chi sarò?

(07.04.2019)
Adolescente adottato: uno spazio per gli adolescenti adottati: è la proposta dell’Associazione Il Melo – Centro Studi per la cura del bambino e della famiglia, associazione culturale senza fini di lucro che dal 2010, in collaborazione con la Regione Piemonte e il finanziamento della Compagniadi Sanpaolo, promuove progetti ADO finalizzati alla prevenzione e al trattamento delle situazioni di crisi adottive.

All’interno del progetto ADO_7, avviato nell’ottobre 2018, verranni attivati due percorsi rivolti a ragazzi preadolescenti e adolescenti, figli adottivi, di età compresa tra gli 11 e i 14 anni e tra i 15 e i 18 anni.
L’obiettivo principale di tale proposta è offrire uno spazio, fisico e mentale, in cui i ragazzi si possano esprimere liberamente sulla propria esperienza di adozione. Un gruppo di coetanei per condividere  esperienze simili, domande, pensieri e fantasie.  Un spazio dove la riflessione, il dialogo e il confronto di gruppo possano offrire la possibilità di “ricostruire” e “rielaborare” la propria storia e la propria identità.

Il percorso per ciascun gruppo sarà costituito da 8 incontri che si svolgeranno presso il locali dell’Associazione Il Melo il sabato mattina dalle ore 10.00 alle ore 12.00 nelle seguenti date: 

Preadolescenti (11 e 14 anni): 21 settembre, 5 ottobre, 19 ottobre, 9 novembre, 23 novembre, 7 dicembre, 11 gennaio, 25 gennaio

Adolescenti (15 e 18 anni): 28 settembre, 12 ottobre, 26 ottobre, 16 novembre, 30 novembre, 14 dicembre, 18 gennaio, 1 febbraio

Prima dell’inizio dell’attività di ciascun gruppo, e al termine della stessa, sarà effettuato da uno degli psicologi che condurranno l’attività un colloquio con i genitori del minore.

Il costo complessivo del progetto, come per i progetti passati, sarà tripartito tra differenti soggetti: il 75% del progetto è finanziato dalla Compagnia di Sanpaolo, l’Associazione il Melo copre il 10% e il restante 15% viene richiesto alle famiglie sotto forma di contributo.

Nel dettaglio per ogni partecipante è richiesto un contributo pari a 80 euro da pagare prima dell’inizio dell’attività.

Qualora siate interessati alla nostra proposta vi invitiamo a compilare il modulo allegato e rispedirlo entro il 31 maggio 2018 alla mail associazioneilmelo@gmail.com

Sarete successivamente contattati da un componente dell’equipe Il Melo, per confermare o meno l’accettazione della vostra richiesta.

genitorialit@.3 – Seminario su adozione e procreazione medicalmente assistita

(25.03.2019)
L’adozione è sempre più vissuta come soluzione al problema della sterilità della coppia e non come in passato, quando la scelta poteva scaturire da motivazioni e ideali di solidarietà.

Oggi chi non riesce ad avere un figlio può avvalersi della Procreazione medicalmente assistita (Pma), secondo quanto previsto in Italia dalla legge 40 del 2004, ma anche “appoggiarsi” ad altri Stati europei che hanno leggi più permissive.

Tutto questo determinerà la fine delle adozioni o una liberalizzazione senza il presidio delle equipe di territorio e dei Tribunali per i minori?

E’ una delle questioni che verranno affrontate nel Seminario

genitorialit@.3… comunque tu sia arrivato…

Riflessioni su adozione e procreazione medicalmente assistita

In programma giovedì 13 giugno 2019 dalle 8.30 alle 13.00 nel Collegio Carlo Alberto (piazza Arbarello 8, Torino)

Il seminario, organizzato dall’Associazione il Melo con il contributo della Compagnia di San Paolo, vuole offrire un momento di confronto con specialisti che a vario titolo e in differenti ambiti, istituzionali e non, si occupano delle tematiche proposte.

Ci aiuteranno in queste nostre riflessioni: Dante CIBINEL (giudice – Tribunale per i Minorenni di Torino), Alessandro GABRIELE (medico chirurgo – Specialista in formazione in Medicina Legale Università degli Studi di Torino), Caterina MONTALI (psicologa psicoterapeuta dirigente NPI Nord Asl Città di Torino – Coordinatrice percorsi affidamenti e adozioni), Silvia MURDOCCA (dottore in Servizio Sociale – specializzata in bioetica clinica)

La sala che ospiterà i lavori prevede un numero limitato di posti, le adesioni verranno accettate fino ad esaurimento posti secondo l’ordine di iscrizione.

Per iscriversi compilare il form allegato alla mail o reperibile all’indirizzo

https://forms.gle/jKf3akGxdXRKCndD6

Uno spazio per gli adolescenti adottati

(01.06.2018)
L’Associazione Il Melo – Centro Studi per la cura del bambino e della famiglia – è un’associazione culturale senza fini di lucro che dal 2010, in collaborazione con la Regione Piemonte e il finanziamento della Compagnia
di Sanpaolo, porta avanti i progetti ADO finalizzati alla prevenzione e al trattamento delle situazioni di crisi adottive.

All’interno del progetto ADO_6, iniziato nel gennaio 2018, verrà attivato un percorso rivolto a ragazzi adolescenti, figli adottivi, di età compresa tra i 15 e i 18 anni.
L’obiettivo principale di tale proposta è offrire uno spazio, fisico e mentale, in cui i ragazzi si possano esprimere liberamente sulla propria esperienza di adozione. Un gruppo di coetanei per condividere  esperienze simili, domande, pensieri e fantasie.

Un spazio dove la riflessione, il dialogo e il confronto di gruppo possono offrire la possibilità di “ricostruire” e “rielaborare” la propria storia e la propria identità.

Il percorso di gruppo sarà costituito da 8 incontri che si svolgeranno presso il locali dell’Associazione Il Melo il giovedì dalle ore 17.00 alle ore 19.00 nelle date di seguito indicate:
20 settembre, 11 ottobre, 8 e 29 novembre, 13 dicembre, 10 e 31 gennaio, 21 febbraio.

Prima dell’inizio dell’attività di gruppo, e al termine della stessa, sarà effettuato da uno degli psicologi che condurranno l’attività un colloquio con i genitori del minore.

Il costo complessivo del progetto, come per i progetti passati, sarà tripartito tra differenti soggetti: il 75% del progetto è finanziato dalla Compagnia di Sanpaolo, l’Associazione il Melo copre il 10% e il restante 15% viene richiesto alle famiglie sotto forma di contributo.

Nel dettaglio per ogni partecipante è richiesto un contributo pari a 80 euro da pagare prima dell’inizio dell’attività.

Qualora siate interessati alla nostra proposta vi invitiamo a compilare il modulo allegato e rispedirlo entro il 30 giugno 2018 alla mail associazioneilmelo@gmail.com

Sarete successivamente contattati da un componente dell’equipe Il Melo, per confermare o meno l’accettazione della vostra richiesta.

Adozioni internazionali: -23 per cento


(19.03.2018)
Calano del 23% le adozioni internazionali. Sono 1.439  i bambini che nel 2017 hanno trovato una famiglia in Italia, contro i 1.872 dell’anno precedente. E’ quanto emerge dal documento reso noto dalla Commissione adozioni internazionali che nei giorni scorsi ha diffuso i dati degli ultimi due anni, oltre a quelli relativi a gennaio 2018.

Un documento, fa sapere la Cai, che “rappresenta il primo di una più ampia e cadenzata serie di appuntamenti informativi per riflettere e agire per la cura e il benessere dei bambini e delle coppie adottive nell’auspicio di una rinnovata attenzione, a tutti i livelli di responsabilità, ai loro bisogni ed esigenze”. Per questi motivi la Commissione ha ripristinato “la continuità nel monitoraggio dei dati relativi alle adozioni internazionali nel nostro Paese”.

Nel 2017 sono state 1.168 2017 (1.548 nel 2016) le coppie che hanno richiesto l’autorizzazione all’ingresso in Italia di minori stranieri e in media ognuna ha richiesto l’ingresso di 1,2 minorenni all’anno. Un dato che testimonia “l’apertura degli aspiranti genitori adottivi all’accoglienza di più bambini e bambine che spesso appartengono ad una stessa fratria”.

Le regioni. Le coppie più attive risultano quelle delle aree del centro e del nord del paese: ai primi posti Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Liguria mentre i valori più bassi si rilevano nelle regioni del sud e delle isole, in particolare Sicilia e Sardegna. Fa eccezione la Valle d’Aosta, regione nella quale  non si sono perfezionate adozioni nei due anni.

Da dove arrivano i bambini

I paesi di provenienza passano da 44 a 41. Escono di scena Bosnia e Erzegovina, El Salvador, Kazakistan, Mali, Repubblica Ceca ed entrano Honduras e Costa d’Avorio. Cambia l’ordine interno ai primi venti paesi per numero di minori adottati “ma non la sostanza”, spiega la Commissione, che indica in Federazione russa (la prima con il 16% di minori a cui è stata rilasciata l’autorizzazione sia nel 2016 che nel 2017), Colombia, India, Ungheria, Polonia, Vietnam, Brasile e Cina i principali Paesi di provenienza dei bambini, con la sola eccezione della Bielorussia che scivola dall’ottavo posto del 2016 al diciottesimo del 2017. Dai primi dieci paesi arriva  il 73% del totale degli ingressi avvenuti nel corso del 2017  (1.044 bambini dei 1.439 complessivi).

Età media dei bambini sempre più alta

Nel 2017 quasi un bambino su due aveva tra i 5 e i 9 anni al momento dell’ingresso in Italia. E’ questa la classe di età più rappresentata, mentre nel 2000 – anno di avvio del mandato della Commissione per le adozioni internazionali – la fascia di età prevalente era quella da 1 a 4 anni.

Nel 2016 (44%) e ancor più nel 2017 (47%) dunque il primato della classe di età 5-9 anni si consolida: poco meno della metà dei bambini appartiene a questa fascia. “Un dato – sottolinea il report – che è da mettere in relazione alle funzione sussidiaria dell’adozione internazionale  considerata sempre più un istituto cui ricorrere se non si ravvisino idonee condizioni di accoglienza all’interno del Paese stesso”. Stabile nel biennio la distribuzione nella altre fasce di età: il 39% ha tra 1-4 anni  e 13% nel 2016 e 12% nel 2017 ha più di 10 anni. Un travaso si ha invece tra la classe dei bambini piccolissimi, di età inferiore all’anno, con quelli di 5-9 anni: calano i primi dal 4% del 2016 all’1% del 2017, crescono i secondi dal 44% del 2016 al 47% del 2017.

Così a gennaio 2018

La Commissione ha poi diffuso i dati di gennaio 2018, mese che “storicamente rappresenta il picco verso il basso del numero di richieste di autorizzazione all’ingresso di minori stranieri a scopo adottivo pervenute alla Cai”. Sono 59 le coppie italiane che hanno concluso il percorso adottivo con l’ingresso in Italia di almeno un minore. La regione con il più alto numero di ingressi è la Lombardia mentre “è da notare che sono diverse le regioni che in questo mese non hanno concluso adozioni internazionali” (Calabria, Molise, Umbria, Friuli Venezia-Giulia e Valle d’Aosta).

Ciascuna delle restanti 14 conta, invece, un numero di coppie che non supera le 7 unità.  Sono stati 67 i minori autorizzati all’ingresso; perlopiù appartengono alla fascia di età compresa tra i 5 e i 9 anni (57% del totale), consolidando la prevalenza di questa classe di età negli anni e la crescita più in generale dell’età media degli adottati. Limitatissimi i casi di ingressi di bambini con età inferiore all’anno, così come con più di 10 anni. La Federazione Russa, come ormai rilevato da diversi anni, rimane il Paese di provenienza con il più alto valore di minori adottati .


(fonti :  http://www.commissioneadozioni.it –  http://www.redattoresociale.it/

Affido familiare, l’importanza della continuità degli affetti

(03.03.2018)
Davide Pirroni ha  28 anni e vive a Verona. Racconta: “Sono stato in affido per 13 anni. Un percorso iniziato quando ne avevo 3. Quando mi hanno trasferito da una famiglia all’altra, ero sbigottito, perché mi ero affezionato alla famiglia che mi aveva accolto. Per un certo periodo sono anche rientrato nella mia famiglia di origine, ma non è stato positivo. Così a 12 anni sono stato accolto da una nuova famiglia, con la quale mi sono trovato molto bene. Mi hanno trasmesso valori, mi hanno saputo ascoltare e dare fiducia. Per questo, restano il mio punto di riferimento”. Dalla sua storia Davide trae una lezione fondamentale per chi si occupa dei minori in affido: “Ascoltate quello che noi ragazzi abbiamo da dirvi”.

Anche Nancy Ama Okwaby, 29 anni, viene da Verona e per 14 anni è stata in affido. Oggi lavora presso un ente bancario e sta completando gli studi universitari in Scienze politiche-Relazioni internazionali. “Per me – ha dichiarato – l’ingresso nella famiglia affidataria è stato scioccante e creare una relazione affettiva difficile. Ho mantenuto costantemente i rapporti con la mia famiglia di origine, ma ricostruire la relazione con mia madre non è stato facile. Anche il periodo dell’adolescenza è stato complesso. Sono nata in Italia e la mia famiglia affidataria era italiana, ma io sono di origine africana. Così nell’età critica non riuscivo a capire chi ero. Solo in seguito ho capito la positività di questa esperienza e tuttora ho un ottimo rapporto con i componenti della famiglia affidataria, mi confronto con loro per qualsiasi scelta.Mi hanno aiutato a crescere e a credere in me stessa.Sono riuscita a recuperare anche il rapporto con mia madre”.

Sono due tra le tante testimonianze raccolte nel volume “La continuità degli affetti nell’affido familiare”, pubblicato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza in collaborazione con i 29 Tribunali per i minorenni e le relative procure, presentato giovedì 22 febbraio a Roma nella sede del Cnel.

Obiettivo della pubblicazione e dell’incontro: raccontare lo stato di attuazione della legge 173 del 2015 sulla continuità affettiva. Per far questo, l’appuntamento ha dato voce anche a ragazzi che hanno vissuto il percorso dell’affido, a famiglie affidatarie, ai presidenti di alcuni Tribunali per i minorenni, a esperti, ad associazioni e alla prima firmataria della legge, Francesca Puglisi.

Il volume contiene i dati in possesso dei Tribunali italiani a proposito dell’applicazione della legge sulla continuità affettiva, interviste ad alcune famiglie affidatarie e una serie di raccomandazioni dell’Autorità garante a servizi sociali, Consiglio nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali, Anci, autorità giudiziarie e al Ministero della Giustizia. “La ricerca – ha affermato la garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano è un punto di partenza, perché il nostro obiettivo è monitorare l’effettiva implementazione delle nostre raccomandazioni e stimolare comportamenti virtuosi e prassi omogenee in ambito nazionale”.

Un un lavoro che s’inserisce in un disegno più ampio, che ha portato l’Autorità garante a occuparsi dal 2017 delle “fragilità”.

Laura Laera, vice presidente della Commissione per le adozioni internazionali, coordinatrice del gruppo di lavoro che si è occupato della ricerca e già presidente del Tribunale per minorenni di Firenze, ha spiegato che “un tempo adozione e affido correvano lungo binari paralleli”, mentre “la nuova legge introduce un principio di preferenza per gli affidatari, sempre che corrisponda al bene primario del minore”. “Il grande merito di questa legge – ha sostenuto – è stato codificare e promuovere il cambiamento culturale non solo nel mondo degli operatori, ma nelle famiglie”.

Ma quali sono i dati sull’affido in Italia? Non abbiamo un sistema informativo tempestivo sui dati riguardanti l’affido. Il ministero ha lanciato un’indagine campionaria e la rilevazione arriva al 31 dicembre 2016”, ha ammesso Raffaele Tangorra, della Direzione generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per il quale un dato è chiaro: “In Italia non è esploso il fenomeno dell’allontanamento dei minori dalla famiglia. I numeri sono gli stessi da venti anni:al 31 dicembre 2016 i bambini in condizione di allontanamento sono stati circa 26mila,proprio come nel 1999. Solo nei primi anni 2000 c’è stata una piccola crescita fino a 30mila allontanamenti. Attualmente sono 14mila i ragazzi in affido e 12.600 i collocamenti in comunità”.


Rassegna stampa:

23/02/2018 | Adozione e affidi. Ecco perché la legge sulla continuità degli affetti non funziona | Avvenire.it

22/02/2018 I Continuità affetti e affido familiare, il punto sulla legge I Agevolando.org

22/02/2018 | Continuità degli affetti: dopo due anni ancora mancano prassi omogenee | Vita.it

22/02/2018 | Affido familiare: le raccomandazioni del Garante: «importante la continuità degli affetti» | Toscanaoggi.it

22/02/2018 | Affido: Garante infanzia e adolescenza, “nell’interesse dei minori garantire la continuità degli affetti”. L’esperienza di ragazzi e famiglie | SIR

22/02/2018 | Affido familiare: Garante infanzia e adolescenza, “importante la continuità degli affetti” | SIR

22/02/2018 | Affido familiare: Garante infanzia e adolescenza, i cambiamenti sociali “non sono passati inosservati al legislatore” | SIR

22/02/2018 | Affido familiare: Garante infanzia e adolescenza, un questionario per conoscere prassi e orientamenti dei Tribunali per i minorenni | SIR

22/02/2018 | Affido familiare: Garante infanzia e adolescenza, “una realtà tra luci e ombre, tra buone prassi e progetti meno definiti” | SIR

22/02/2018 | Affido familiare: Garante infanzia e adolescenza, ai servizi sociali “preparare a un percorso di accoglienza ampio e flessibile” | SIR

22/02/2018 | Affido familiare: Garante infanzia e adolescenza, ad autorità giudiziarie, “dare al minore continuità relazioni socio affettive” | SIR

“Adolescente adottato. Chi ero, chi sono, chi sarò?”

(26.10.2017)
E’ il progetto proposto dall’Associazione Il Melo, cofinanziato dalla Compagnia di San Paolo.

In cosa consiste? Nel dar vita a gruppi di incontro e di condivisione per ragazzi di età compresa tra 11 e 14 anni e per ragazzi di età compresa tra 15 e 18 anni.

Il programma prevede dieci incontri con cadenza quindicinale da gennaio a giugno 2018.  Ogni gruppo sarà formato al massimo da 10 persone e sarà condotto da due psicologi de Il Melo.

Per informazioni telefonare 011.0262665 o scrivere a associazioneilmelo@gmail.com
E’ prevista una quota di partecipazione

Cyberbullismo, la legge c’è

(22.05.17)

E’ stata approvata il 16 maggio la proposta di legge per la tutela dei minori e la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo.

Il provvedimento, composto da sette articoli, pone al centro la tutela dei minori (sia autori, sia vittime di illeciti), privilegiando azioni di carattere formativo-educativo rispetto ad un’impostazione maggiormente repressiva e sanzionatoria.

Ecco le principali novità del provvedimento:

  • prevenire e contrastare il cyberbullismo, inteso come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on-line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.
  • ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità genitoriale può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato del minore vittima di cyberbullismo, previa conservazione dei dati originali da identificare espressamente tramite relativo URL (Uniform resource locator). Qualora entro le ventiquattro ore successive l’istanza non vi sia stata alcuna comunicazione da parte del responsabile ed entro le quarantotto ore non abbia provveduto o non sia possibile individuare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media, l’interessato può fare istanza al Garante per la protezione dei dati personali, il quale provvede entro quarantotto ore dal ricevimento della richiesta;
  • istituito un tavolo tecnico di lavoro presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi  o maggiori oneri per la finanza pubblica, il quale, entro sessanta giorni dal suo insediamento, ha il compito di redigere un piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, nonché quello di realizzare un sistema di raccolta dei dati per monitorare l’evoluzione dei fenomeni anche avvalendosi della collaborazione con la Polizia postale e le altre forze di polizia.
  • la Presidenza del Consiglio dei Ministri, promuove, altresì, periodiche campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione sui fenomeni del cyberbullismo avvalendosi a tal fine dei principali media.
  • in ogni istituto scolastico verrà individuato fra i propri docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del fenomeno.
  • la Polizia postale e delle comunicazioni deve relazionare annualmente il tavolo tecnico sugli esiti delle misure di contrasto al fenomeno. Inoltre, è disposto l’ulteriore stanziamento di 203 mila euro per gli anni 2017, 2018 e 2019 per lo svolgimento di attività di formazione in ambito scolastico e territoriale, finalizzate alla sicurezza dell’utilizzo della rete internet, nonché alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo;

viene mutuata dalla disciplina dello stalking la procedura dall’ammonimento, prevedendo che fino a quando non sia stata proposta querela o denuncia per i reati di diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati, commessi mediante l’utilizzo della rete internet da minorenni di età superiore ai quattordici anni in danno di altri minorenni, il questore convochi il minore, unitamente a un genitore o ad altro soggetto esercente la potestà genitoriale, ammonendo il medesimo. Gli effetti della predetta procedura cessano al compimento del diciottesimo anno di età

Adozioni, crollano le domande. Nel 2015 arrivi diminuiti del 15%

(11/5/2017)
Adozioni internazionali (e nazionali) in netto calo. Crolla il numero delle famiglie disponibili ad aprirsi all’accoglienza: meno 11,2% per l’adozione internazionale, meno 10% per quella nazionale. L’ultima statistica disponibile, relativa al 2015, è stata resa nota dal Ministero della Giustizia, In quell’anno le adozioni internazionali portate a termine sono state 1.741 (il 16,4% in meno rispetto al 2014, quando furono 2.082). Un crollo, se si considera che nel 2009 le adozioni internazionali furono 3.397: in sei anni il numero di minori arrivati nel nostro Paese si è quasi dimezzato.

Calano anche i decreti di idoneità rilasciati dai tribunali per i minorenni (2.929, il 10% in meno rispetto ai 3.524 del 2014) e le domande di disponibilità presentate dalle famiglie. Nel 2005, i decreti furono 6.243: il calo in dieci anni è stato quindi del 53,1%. Il calo dei decreti è conseguente al fatto che, nel 2015, solo 3.668 coppie hanno presentato domanda, con una diminuzione dell’11,2% rispetto al 2014, quando furono 4.130 le coppie disponibili all’adozione internazionale, e del 53,5% rispetto alle 7.882 del 2005.

Le cose non migliorano sul fronte dell’adozione nazionale. Nel 2015 sono stati dichiarati adottabili 1.345 bambini (di cui 257 non riconosciuti alla nascita) ma le adozioni portate a termine sono state 1.057: quindi 288 minori – forse perchè già adolescenti, forse con problemi psicofisici – non hanno trovato accoglienza.

Diminuite, anche sul piano nazionale, le famiglie disponibili all’adozione. Dalle 16.538 coppie che avevano presentato domanda nel 2006 si è passati alle 9.007 del 2015 (erano state 10.007 nel 2014).

Non è del tutto vero però che gli oltre 5 milionidi coppie sposate senza figli abbiano escluso qualsiasi ipotesi di genitorialità, visto che nel 2015 sono state 75 mila le donne che si sono sottoposte a pratiche di fecondazione assistita. Le fecondazioni coronate da successo sono state solo 12 mila e i bimbi effettivamente nati 9 mila.

(sintesi da L’Avvenire del 17 marzo 2016. Luciano Moia: “Fuga dalle adozioni e crollano le domande”)

Laura Laera, vicepresidente della Cai

(11.5.2017)
Una nomina che riaccende la speranza di genitori adottivi, associazioni ed enti che si occupano di adozioni. La speranza che la nomina alla vicepresidenza della Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI) di Laura Laera, magistrato e presidente del Tribunale dei Minori di Firenze, riporti l’ente a una gestione efficace e utile, che lasci alle spalle gli ultimi anni di difficoltà, polemiche e disservizi che hanno reso ancor più difficile il già complesso cammino verso l’adozione internazionale.

Laura Laera vanta una lunga esperienza nell’ambito della giustizia minorile: dal 2012 è presidente del Tribunale per i Minorenni di Firenze, dopo più di 25 anni di servizio al Tribunale per i Minorenni di Milano.

Non poche le sfide che attendono il magistrato: la CAI negli ultimi tre anni di gestione di Silvia della Monica non si è mai riunita in forma collegiale (se non in occasione del suo insediamento alla vicepresidenza nel febbraio del 2014), non ha più pubblicato i report annuali sulle adozioni internazionali, i rimborsi delle spese adottive alle famiglie sono fermi alle adozioni concluse nel 2011. C’è molto da fare  per ridare slancio alle adozioni in Italia, che hanno registrato una forte diminuzione negli ultimi . Le famiglie adottive italiane, le associazioni di genitori e gli enti adottivi guardano quindi a questa nomina sperando in un radicale cambio di rotta.

Laura Laera il 18 maggio 2016 in occasione dell’audizione davanti alla Commissione giustizia della Camera nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sull’attuazione della legislazione in materia di adozioni e affido ha espresso la sua visione su alcuni temi riguardanti l’attuale legge sull’adozione:È molto difficile stare al passo con i cambiamenti che abbiamo avuto in questi ultimi decenni. Capisco le posizioni di alcuni, che sono sulla difensiva rispetto alla famiglia legittima. È del tutto comprensibile, perché è un modello che abbiamo introiettato. I modelli culturali richiedono diversi anni per evolversi e modificarsi. Anche noi giudici, che lavoriamo su questi temi da tanti anni, abbiamo le nostre difficoltà. Quello che si cerca di fare, o almeno che io cerco di fare, è di non avere un approccio ideologico. Il giudice deve lasciare da parte qualunque approccio ideologico sulla materia famiglia, deve affrontare la casistica che gli si presenta di volta in volta con un approccio ‘laico’”.

Sempre in Commissione giustizia, nell’ambito di un’eventuale semplificazione dell’attuale iter per l’adozione internazionale: “Stiamo molto attenti a parlare di adozioni internazionali più facili e veloci […] l’adozione internazionale non è un istituto facile. Questi tempi di attesa, questi 10-12 mesi, sono utili anche alla maturazione della coppia, che quando si avvicina al mondo dell’adozione deve compiere un percorso. Adottare non è proprio come divenire genitori di un figlio naturale, è un’altra cosa, più complessa. È necessaria una maturazione, una consapevolezza delle difficoltà dell’adozione, delle risorse che si possono mettere a disposizione. È come un tempo di gestazione”.

(sintesi dal sito web de Il Sole 24 ore –  articolo di Stefania Vadrucci)